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giovedì 24 settembre 2009

Più facile di così... si può anche morire

Ho recentemente acquistato un netbook per usarlo durante un viaggio negli USA (per gli interessati si tratta di un toshiba NC10 e mi sento di consigliarlo) e, dopo essere tornato e aver sperimentato la "versione windows" del suddetto ho pensato: "Chissà che bello sarebbe il mio nettino con Ubuntu invece di Windows".
Il primo problema è che il netbook non ha un lettore DVD e quindi non posso masterizzarmi una ISO per poi installare il sistema operativo, devo fare in altro modo. Certo, ho pensato, potrei chiederlo in prestito e fare tutto da CD ma, siccome so che linux viaggia bene anche su USB pendrive, perché scegliere la strada più semplice?
Così mi sono messo a cercare un modo per installare Ubuntu da chiavetta USB. Confesso che mi aspettavo di scontrarmi con diversi problemi, invece, strano ma vero (specia se si parla di linux), è stato tutto semplice, anzi: semplicissimo. Che questo sia il segnale che qualcosa sta cambiando anche nel mondo linux? Non lo so, ma certamente c'è qualche speranza e forse qualche aspettativa in più.
Comunque, bando alle ciance: ho utilizzato questa comada utility (open source, ovviamente): UNetbootin.
UNetbootin è una simpaticissima utility che permette di creare delle distro su chiavetta delle più diffuse distro di linux. Il programma, che esiste sia in versione linux che in versione windows, è semplicissimo da usare e non richiede nemmeno di aver scaricato preventivamente la distribuzione, fa tutto da sola!
Si sceglie la distro da installare, si inserisce la chiavetta, si aspetta un po e... voilà!
Il risultato: beh, eccezionale. Arrivato a casa ho inserito la chiavetta, fatto il boot e installato. In meno di mezz'ora già stavo utilizzando il mio nuovo netbook con Ubuntu! Ovviamente, trattandosi di una live, ho potuto provarla senza rischi prima di decidere per l'installazione ;)

lunedì 27 aprile 2009

IDEe sparse...

IDE = (I)ntegrated (D)evelopment (E)nvironment...
Bah, avrebbero fatto meglio a chiamarlo (I)nvece (D)i andare a zappare la terra (E)cco cosa inventi per trascorrere il tempo.
Iniziare un post frivolo con un po' di polemica è quello che mi ci vuole per sfogare la tensione, tensione causata proprio da questi IDE moderni che, diciamocelo schietto schietto, dovrebbero servire ad abbreviare i tempi di sviluppo ma, a volte, il tempo necessario per installare e configurare il suddetto supera quello che si risparmia usandolo.
Io ho iniziato a programmare quando l'ide si chiamava sistema operativo, erano i gloriosi tempi del Commodore... da allora ne abbiamo fatta di strada.
Fu così che ieri mi trovo a dover (=voler) sviluppare un'applicazione in Java basata su Web service. Unico requisito: Ubuntu come sistema operativo.
A me Java fa venire in mente due cose: Netbeans ed Eclipse. Scelgo il secondo.
Questo viene via facile, una botta di apt-get e ho tutto installato.
Web Service a me fa venire in mente solo una cosa: axis... sì sì, lo so che sono ignorante ma non è che uno può tenere in mente tutto se non lo usa, tanto le cose cambiano troppo in fretta.
Questo invece viene via un po' meno facile... per farla brave se n'è andata quasi una giornata, spesa praticamente tutta a farmi una ragione del fatto che se volgio usare axis2 non c'è apt-get che tenga, mi devo scaricare i pacchetti e scopiazarmelo da qualche parte. In verità ancora non ci credo ma sembra che sia proprio così.
Non è finita: adesso arriva il bello, i WSDL.
Questi wsdl sono così ricchi di metodi che, a quanto pare il mio PC (niente di mostruoso ma un bel processore con 2 giga di ram) inizia a rallentare e a un certo punto schiatta (schiatta=5 minuti a clic). Altra mezza giornata per cercare di caricare il meno possibile e far girare il tutto.
Morale: arrivo a sera tarda con implementato il primo metodo di login... che da un bell'errore.
Ma sono contento per ora, evviva gli IDE, abbasso gli IDE!

lunedì 15 dicembre 2008

OpenSolaris 2008.11: prime impressioni

Leggo con interesse questo articolo su Punto Informatico, in cui si parla della nuova release di OpenSolaris, sistema operativo Unix basato sul codice (aperto in tempi recenti) di Solaris.
Confesso che conoscevo poco questo prodotto, forse anche perché i miei pregiudizi (perché di pregiudizi bisogna parlare, credo) volevano OpenSolaris relegato alla famiglia dei SO dedicati a uso server.
Ma, se qualcuno decide di raccogliere il guanto della sfida lanciato dalle varie distro di Linux, anche in ambito desktop, direi che vale la pena provarlo.
Anticipo subito che questo post non vuol essere una recensione, anche perché le prove si sono limitate a un fine settimana e con hardware non certamente adeguato (l'ho testato su un vecchio PC con processore Athlon mentre avrei dovuto usare un multiprocessore). Lo scopo è quello di fornire le mie prime impressioni per coloro i quali desiderassero provarlo.
Impressioni che, devo dire, non sono state positive. Ma iniziamo dal principio.
Premetto che ho due HD sul detto PC, uno dei quali montava una vecchia Ubuntu. Decido quindi di installare OpenSolaris sul secondo HD e così faccio.
Al di là del fatto che l'installazione dura un sacco, ma veramente un sacco di tempo, dopo aver riavviato... non parte!
In pratica non ha installato correttamente il boot loader, perciò partiva sempre la vecchia Ubuntu, non c'era modo di far partire OpenSolaris.
Non volendo impazzire con questo problema, decido di reinstallare sull'altro HD, tanto (e questo è un pregio dell'installer) l'installazione è quasi totalmente automatica, dopo aver inserito i dati necessari all'inizio.
Finalmente riesco ad avviare la macchina col nuovo SO e qui inizaimo già con le delusioni. Trattandosi di hardware abbastanza datato non mi aspetto problemi di sorta, invece già noto che non mi viene vista la scheda audio (integrata nella MB, niente di fantascientifico).
Faccio qualche prova, carico il browser, navigo un po', apro e chiudo applicazioni, le solite operazioni di routine, insomma.
Le prestazioni? Deludenti.
E' vero che la macchina è vecchia e il sistema operativo è nuovo (quindi ragionevolmente calibrato su hardware attuale) ma è troppo lo stesso.
Allora, decido di fare la prova del nove e, dopo aver testato bene OpenSolaris, decido di installare Ubuntu 8.10, per fare un confronto.
Non ci sono paragoni, Ubuntu ha visto subito tutto l'hardware, si è caricata e installata in molto meno tempo e i tempi di reazione del sistema operativo sono molto al di sotto di quelli dello "sfidante".
In conclusione: dubito fortemente che, di fronte a simili prestazioni, OpenSolaris sia in grado, allo stato attuale, di sfidare qualche distro desktop-based, tanto meno linux, tanto meno Ubuntu. Forse, sotto il profilo dell'interfaccia, potrebbe sfidare FreeBSD, ammesso che ne riesca a pareggiare le prestazioni (eh sì: già che c'ero ho provato pure quello, per avere un confronto con un'altro sistema Unix).
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